L’Unione europea si prepara a una delle raccolte di mele più scarse degli ultimi anni. La produzione dovrebbe diminuire del 15,6% rispetto alla stagione precedente, con le flessioni più marcate previste in Polonia e Francia.
Nel 2026 la produzione di mele nei principali Paesi produttori dell’Unione europea è stimata in 9.496.047 tonnellate. Lo indicano i dati della World Apple and Pear Association (WAPA), presentati alla conferenza Prognosfruit in Germania.
Rispetto al dato definitivo della stagione precedente, si prevede un calo del 15,6%, mentre il raccolto stimato risulta inferiore del 14,3% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Si tratta della prima previsione per la campagna 2026/2027, che potrà essere rivista in funzione delle condizioni meteorologiche fino alla conclusione della raccolta.
La riduzione del raccolto è dovuta a una combinazione di condizioni meteorologiche avverse nelle diverse aree produttive. Tra febbraio e la fine di aprile i meleti sono stati colpiti da forti gelate, seguite da prolungate ondate di calore, siccità, grandinate localizzate e precipitazioni intense. In alcune zone, le temperature sfavorevoli e la carenza d’acqua continuano a influire sullo sviluppo dei frutti.
La Polonia resta il maggiore produttore nonostante un calo del 30%
Il calo più consistente è atteso in Polonia, che, nonostante una produzione nettamente inferiore, rimarrà il principale produttore di mele dell’Unione europea. Il raccolto è stimato in 2.665.000 tonnellate, il 29,9% in meno rispetto allo scorso anno e il 27,1% al di sotto della media triennale.
La Francia dovrebbe produrre 1.162.000 tonnellate di mele, con una diminuzione del 24,2%. In Germania sono previste 1.013.000 tonnellate, il 10,9% in meno rispetto alla stagione precedente, ma comunque il 3% in più rispetto alla media degli ultimi tre anni.
Secondo le stime attuali, l’Italia dovrebbe produrre 2.269.000 tonnellate di mele. Si tratta di una flessione limitata al 2,2% rispetto allo scorso anno, che consentirà al Paese di rimanere il secondo produttore dell’Unione europea.
Cali significativi sono previsti anche in Belgio, dove la produzione dovrebbe diminuire del 25,1%, e nei Paesi Bassi, con una riduzione del 17,5%. L’Ungheria prevede un raccolto di 135.000 tonnellate, il 20,6% in meno rispetto alla scorsa stagione e ben il 61,4% al di sotto della media triennale.
Al contrario, la produzione greca potrebbe raggiungere 291.000 tonnellate, con un aumento del 53,6%. In Spagna è prevista una crescita del 7,5%, mentre raccolti più abbondanti sono attesi anche in Croazia, Slovacchia e Slovenia.
Le flessioni più marcate riguardano Golden Delicious e Gala
Tra le principali varietà, la produzione di Golden Delicious è stimata in 1.809.982 tonnellate, con una riduzione dell’11,1%. La Gala, seconda varietà per volume prodotto, dovrebbe raggiungere 1.362.797 tonnellate, l’8,9% in meno rispetto allo scorso anno.
La produzione di Red Delicious è stimata in 496.522 tonnellate e dovrebbe diminuire del 5,3%. Un calo ancora più consistente è previsto per la Idared, la cui produzione è stimata in 415.559 tonnellate, il 19,7% in meno rispetto alla stagione precedente.
Flessioni particolarmente marcate sono previste per le varietà importanti per i produttori polacchi. La produzione di Ligol dovrebbe diminuire del 35%, quella di Red Jonaprince del 37,7%, di Jonagored del 33%, di Jonagold del 27,4% e di Shampion del 21,9%.
Questi dati mostrano che la riduzione del raccolto non è distribuita in modo uniforme e che il suo impatto dipenderà dal Paese, dall’area produttiva e dalla composizione varietale dei meleti.
I rischi climatici incidono sempre di più sulle rese
La WAPA avverte che il calo produttivo di quest’anno riflette la crescente pressione sugli agricoltori. Oltre agli eventi meteorologici estremi, sulla produzione incidono l’aumento dei costi e la progressiva riduzione delle soluzioni disponibili per salvaguardare le rese e la qualità dei frutti.
Le previsioni si basano sullo stato dei meleti all’inizio di agosto e rappresentano una prima stima del raccolto di quest’anno. I volumi definitivi dipenderanno dalle condizioni meteorologiche fino alla conclusione della raccolta, nonché dalla pezzatura e dalla qualità dei frutti.
È tuttavia già evidente che l’Europa entrerà nella nuova campagna con volumi di mele nettamente inferiori rispetto allo scorso anno. Il calo di quasi 1,8 milioni di tonnellate rispetto alla stagione precedente mostra quanto la produzione e le rese siano diventate vulnerabili alle gelate, alla siccità, alle temperature elevate e agli altri eventi climatici estremi.





