Dalla mungitura robotizzata a 2.000 animali: SOMMET DE L’ÉLEVAGE 2026 batte ogni record

Con 139.000 visitatori, 1.814 espositori e partecipanti internazionali provenienti da oltre 100 Paesi, la 35ª edizione del SOMMET DE L’ÉLEVAGE ha confermato il proprio ruolo tra i principali appuntamenti mondiali dedicati alla zootecnia. Alpine Agriculture ha visitato la manifestazione e alcune aziende lattiero-casearie francesi per scoprire come tecnologia, genetica e gestione cooperativa stiano trasformando il futuro dell’allevamento.

Si è conclusa a Clermont-Ferrand, in Francia, la 35ª edizione del SOMMET DE L’ÉLEVAGE, caratterizzata da una partecipazione record e da una forte presenza internazionale. Durante i quattro giorni della manifestazione sono stati registrati 139.000 visitatori, 1.814 espositori e circa 2.000 animali. Quasi 6.500 visitatori internazionali sono arrivati da oltre 100 Paesi.

«Questa 35ª edizione ha stabilito nuovi record in tutti i settori, dal numero di visitatori ed espositori agli spazi espositivi, dalle novità presentate alle conferenze», ha dichiarato Benoît Delaloy, direttore della manifestazione.

Il programma ha compreso circa 200 conferenze dedicate alla genetica animale, alla salute degli allevamenti, alla meccanizzazione agricola, alla gestione aziendale e all’innovazione tecnologica.

Tre nuovi forum hanno approfondito temi di particolare attualità: macchine agricole, salute animale, ricambio generazionale e insediamento di nuovi agricoltori.

Due milioni di litri di latte in un’azienda a gestione condivisa

Oltre alla visita dei padiglioni fieristici, Alpine Agriculture ha partecipato alle visite professionali presso alcune aziende agricole francesi organizzate nell’ambito della manifestazione.

Una delle esperienze più interessanti è stata la visita al GAEC Sainte-Bonnette, ad Azerat, dove tre soci gestiscono congiuntamente un’importante azienda lattiera specializzata nell’allevamento di bovine di razza Montbéliarde.

Secondo quanto riferito dagli allevatori, l’azienda conta circa 200 vacche da latte, 450 bovini complessivi e una produzione annua di circa due milioni di litri di latte. La superficie agricola si estende su quasi 400 ettari, distribuiti tra due sedi produttive.

La documentazione tecnica aziendale indica una produzione media di 10.400 litri per vacca per lattazione, con un tenore di grasso del 3,93% e un contenuto proteico del 3,20%. Il latte viene conferito a Sodiaal, una delle principali cooperative lattiero-casearie francesi.

La mungitura è affidata a tre robot, mentre la selezione delle future generazioni di bovine si basa sulla genotipizzazione e sull’utilizzo di seme sessato.

Per gli animali non destinati alla rimonta della mandria vengono effettuati anche incroci con la razza da carne Charolaise, allo scopo di aumentare il valore commerciale dei vitelli.

Particolarmente interessante è anche la struttura organizzativa dell’azienda. Il GAEC, acronimo di Groupement Agricole d’Exploitation en Commun, è una forma giuridica francese che consente a più agricoltori di condividere lavoro, risorse produttive e gestione dell’attività.

Nel caso del GAEC Sainte-Bonnette, i tre soci possiedono quote uguali e partecipano congiuntamente alle decisioni aziendali.

La razza Bruna e la valorizzazione del latte nel Massiccio Centrale

Un’altra visita ha portato Alpine Agriculture al GAEC Talamandier, nei pressi di Lastic, dove vengono allevate bovine di razza Bruna, conosciuta a livello internazionale anche come Brown Swiss.

L’azienda conta circa 75 vacche da latte e produce annualmente circa 500.000 litri di latte.

La visita ha permesso di approfondire l’organizzazione della produzione lattiera nel Massiccio Centrale francese, il ruolo delle cooperative e il rapporto tra le pratiche di allevamento e le filiere casearie legate alle denominazioni di origine protetta.

Le due aziende rappresentano approcci differenti alla produzione lattiera: dagli allevamenti di dimensioni più contenute alle strutture collettive di maggiore scala, nelle quali automazione e selezione genetica assumono un ruolo sempre più importante.

Ovini, lana, cavalli e tradizioni pastorali

La varietà delle specie e delle razze presentate è stata uno degli elementi più interessanti del SOMMET DE L’ÉLEVAGE.

I visitatori hanno potuto assistere a presentazioni di bovini, ovini e cavalli, conoscere diversi programmi di selezione genetica e seguire dimostrazioni dedicate alla tosatura delle pecore e alla lavorazione della lana.

Nel 2026, Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, particolare attenzione è stata riservata ai sistemi di pascolamento, alle comunità pastorali e alla conservazione delle conoscenze tradizionali legate all’allevamento.

La manifestazione ha coinvolto anche il centro di Clermont-Ferrand grazie all’iniziativa PÂTURE.

Circa 25.000 visitatori hanno partecipato a questo evento dedicato ai pascoli e ai sistemi pastorali del Massiccio Centrale, con presentazioni di animali, greggi di pecore e attività divulgative rivolte al pubblico.

Il grande ritorno dei bovini

Uno degli aspetti più significativi dell’edizione 2026 è stato il ritorno dei bovini nei padiglioni fieristici. Nel 2025, infatti, gli animali non erano stati presenti a causa di un focolaio di dermatite nodulare contagiosa in Francia.

«Dopo un 2025 traumatico, senza bovini a causa della dermatite nodulare contagiosa, è stato un vero piacere ritrovare gli animali nei padiglioni espositivi», ha sottolineato Jacques Chazalet, presidente del SOMMET DE L’ÉLEVAGE.

Nonostante le conseguenze della siccità estiva e le difficoltà economiche che interessano numerose aziende agricole, la manifestazione ha registrato la maggiore affluenza dalla sua fondazione, avvenuta nel 1992.

Appuntamento al 2027

L’edizione 2026 ha evidenziato quanto sia importante integrare le tradizioni dell’allevamento con le nuove tecnologie, la selezione genetica, il benessere animale e una gestione sostenibile delle aziende.

Dalla mungitura robotizzata alla selezione genomica, dai modelli di gestione collettiva alla valorizzazione dei pascoli, il SOMMET DE L’ÉLEVAGE ha offerto una panoramica delle principali trasformazioni della zootecnia contemporanea.

La prossima edizione si svolgerà dal 5 all’8 ottobre 2027 e ospiterà, tra gli appuntamenti principali, i campionati nazionali delle razze Aubrac, per i bovini da carne, e Holstein, per quelli da latte.

Alpine Agriculture continuerà a raccontare le innovazioni agricole europee, i sistemi di allevamento e le pratiche produttive che stanno contribuendo a definire il futuro dell’agricoltura.

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