L’instabilità climatica primaverile sta mettendo a dura prova l’agricoltura nelle regioni temperate e prealpine d’Europa. Nel distretto di Oldenburg, in Bassa Sassonia, gli agricoltori sono stati costretti ad avviare l’irrigazione già all’inizio di maggio – molto prima del solito. I primi segni di stress da siccità sono già visibili sui cereali e sui prati, soprattutto dopo il primo taglio. Perdite di resa appaiono sempre più probabili.
Secondo Christopher Hanraets della Camera dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, la necessità di irrigare si è presentata già in aprile. Le colture in fasi sensibili – come frumento in spigatura, colza in fioritura e patate precoci – necessitano attualmente di 25–30 mm d’acqua a settimana. Mais e barbabietole da zucchero reggono ancora, ma per poco.
In alcune aree del distretto di Oldenburg sono stati registrati meno di 27 mm di pioggia nell’ultimo mese. I prati falciati mostrano già segni di bruciatura. Se non arriveranno piogge, le perdite saranno inevitabili.
Condizioni simili sono segnalate anche in Baviera, Austria e Francia. L’adattamento deve accelerare: stazioni meteorologiche locali, irrigazione mirata, varietà resistenti alla siccità. Oldenburg non è un caso isolato – è lo specchio di una nuova realtà agricola.





