Da secoli la mela accompagna l’uomo – dal frutteto alla tavola, dallo spuntino semplice all’ingrediente centrale di capolavori culinari. In un’epoca in cui nuove varietà invadono il mercato, sono proprio le mele classiche, come la Golden Delicious e la Gala, a dimostrare ancora una volta di rimanere profondamente radicate nelle abitudini dei consumatori.
I produttori italiani, soprattutto in Trentino e in Alto Adige, hanno avviato nell’ultimo decennio campagne incisive per valorizzare le varietà tradizionali. Non si tratta solo di marketing, ma di una missione culturale: ricordare ai consumatori che la mela è molto più di un semplice frutto.
Le ricerche condotte su un campione di 1.500 italiani dimostrano che la mela rimane il frutto preferito del Paese. Ben il 71% degli intervistati la include quotidianamente nella propria dieta, il 19% la consuma regolarmente a colazione, il 32% come spuntino, e il 16% dichiara che una mela può sostituire un intero pasto.
Il criterio principale di scelta non è il prezzo, ma il gusto e l’aroma – il 95% degli intervistati afferma che sono questi elementi a determinare la varietà scelta. È un segnale forte: la fedeltà del consumatore si costruisce sulla qualità e sul carattere delle mele tradizionali.

La produzione. Nel 2023 l’Italia ha prodotto 1.878.891 tonnellate di mele, di cui oltre 1,5 milioni di tonnellate destinate al consumo fresco. La Golden Delicious domina con oltre 700.000 tonnellate, seguita dalla Gala (407.000 tonnellate) e dalla Granny Smith (193.000 tonnellate).
Le previsioni per il 2024 indicano un lieve calo – con un totale stimato di 1.880.999 tonnellate – ma con una crescita significativa di nuove varietà come la Cripps Pink (oltre 124.000 tonnellate) e l’Imperatore (oltre 155.000 tonnellate). Tuttavia, i classici restano insostituibili: Golden e Gala insieme superano il milione di tonnellate, più della metà della produzione nazionale.
VOG e Marlene. Il consorzio VOG dell’Alto Adige, la più grande organizzazione di produttori di mele al mondo, gestisce 10.700 ettari e riunisce oltre 4.000 agricoltori. Con una capacità produttiva di 500.000 tonnellate, VOG non è solo un gigante economico, ma anche un simbolo dell’identità culturale del territorio.
Il marchio Marlene, che quest’anno festeggia i suoi 30 anni, è diventato l’emblema delle mele italiane nel mondo. Con lo slogan «Figlia delle Alpi», offre ai consumatori non solo un frutto, ma anche una storia di origine, aria pura, acqua e tradizione.
«Marlene è un marchio pionieristico che ha aperto un nuovo modo di raccontare la mela – come prodotto che porta con sé il gusto e la cultura di un intero territorio», afferma Hannes Tauber, direttore marketing di VOG.
Gli chef e la mela. Un ruolo fondamentale in questa riscoperta è svolto dagli chef e dagli esperti gastronomici, che utilizzano la mela come fonte di ispirazione per le loro creazioni. Dall’insalata di cavolo rosso con Fuji, al pesce affumicato con Granny Smith, fino ai dessert al Golden Delicious caramellato – la mela si rivela un frutto sorprendentemente versatile.
Queste ricette dimostrano che la mela può essere molto più di uno spuntino veloce. Può diventare l’anima dell’alta cucina, un simbolo di creatività e diversità gastronomica.
📌 Fonte: fruitbookmagazine.it





