Nelle valli profumate delle Alpi, maggio è solitamente il mese della fioritura. Ma quest’anno, qualcosa manca. Ci sono meno api. C’è meno ronzio. E presto ci sarà anche meno frutta.
Nei meleti e nei ciliegi del Trentino, della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige regna un silenzio insolito. Gli apicoltori avvertono: le api stanno diminuendo, e i fiori non vengono impollinati. Le conseguenze? Frutti piccoli, pochi o inesistenti.
Il cambiamento climatico ha spezzato l’equilibrio naturale. Febbraio troppo caldo, gelate improvvise in aprile, piogge e sole alternati a maggio: le api sono confuse, volano prima, non trovano fiori, tornano deboli. Malattie, pesticidi e mancanza di habitat peggiorano la situazione.
Per i consumatori, significa frutta meno dolce, spesso più costosa. Per gli agricoltori, rese più basse e incertezza. Per tutti noi, un avvertimento.
Ma esistono soluzioni: più fiori, meno chimica, sostegno agli apicoltori e corridoi ecologici nelle campagne. Piccoli gesti, grande impatto.
Perché senza api, la primavera non canta più.





