Come la “pop communication” sta trasformando gli ortaggi in marchi da milioni di euro

Mentre molti produttori ortofrutticoli continuano a competere principalmente sul prezzo, l’organizzazione di produttori italiana Primo Sole ha scelto una strada diversa. Invece di vendere semplicemente finocchi, fragole, broccoli o meloni, l’azienda vende una storia, emozioni e una forte identità di marca.

Con sede in Basilicata, Primo Sole è diventata una delle organizzazioni di produttori più dinamiche del Paese. Dopo aver superato i 20 milioni di euro di fatturato annuo, l’azienda è stata inserita tra le 200 imprese con la crescita più rapida del Sud Italia, secondo la classifica pubblicata da Il Sole 24 Ore e Statista.

Secondo l’azienda, questo successo non deriva soltanto dall’efficienza produttiva, ma anche da una strategia di marketing che definisce “pop communication”.

Gli ortaggi diventano supereroi

Uno degli esempi più significativi è il marchio Greentose.

Invece di utilizzare confezioni tradizionali con fotografie dei campi o dei prodotti, Greentose presenta due supereroine illustrate ispirate alle sorelle Francesca e Rosangela Appio, oggi protagoniste della nuova generazione alla guida dell’azienda.

L’obiettivo è rendere broccoli, cavolfiori, cavolo romanesco, cime di rapa e altri ortaggi stagionali più attraenti per bambini, giovani famiglie e consumatori che normalmente prestano poca attenzione ai prodotti freschi.

Colori vivaci, grafica ispirata ai fumetti, social media e campagne interattive sono diventati elementi fondamentali dell’identità del marchio.

Oltre la pubblicità tradizionale

Primo Sole investe anche nella comunicazione attraverso i media generalisti.

Il marchio premium di finocchio Dolce Lucano è apparso nella popolare serie televisiva italiana Imma Tataranni grazie al product placement. Inoltre, i prodotti dell’azienda sono stati presentati da noti personaggi televisivi e influencer del settore gastronomico.

L’obiettivo è semplice: fare in modo che gli ortaggi entrino nella cultura quotidiana dei consumatori e non rimangano soltanto sugli scaffali dei supermercati.

Oggi i consumatori acquistano anche una storia

Secondo Primo Sole, i consumatori vogliono conoscere l’origine degli alimenti e le persone che li producono.

Per questo motivo l’azienda sta restaurando un’antica masseria del XVII secolo che diventerà non solo la nuova sede aziendale, ma anche uno spazio aperto a scuole, famiglie e visitatori, dove sarà possibile seguire l’intero percorso produttivo, dal seme al prodotto finito.

Il complesso comprenderà anche aree dedicate alle degustazioni, attività educative e un piccolo laboratorio per la lavorazione di ortaggi freschi.

Un esempio per l’agricoltura

L’esperienza di Primo Sole dimostra che oggi il valore aggiunto non nasce soltanto nei campi.

La qualità del prodotto resta fondamentale, ma branding, packaging, storytelling, social media, presenza sui media e coinvolgimento dei consumatori sono diventati fattori altrettanto decisivi.

In un momento in cui molti produttori cercano di aumentare il valore delle proprie produzioni, l’esempio italiano dimostra che anche prodotti comuni come broccoli, finocchi o mini angurie possono trasformarsi in marchi premium. Questa è l’essenza della pop communication: non vendere soltanto ortaggi, ma valori, esperienze e uno stile di vita.

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