Bakus – Il robot che sta cambiando la viticoltura

All’edizione di quest’anno di Agritechnica, uno dei protagonisti assoluti è stato un grande robot blu che si muoveva con calma sopra le file artificiali di viti, quasi come un guardiano meccanico del vigneto. Si chiama Bakus ed è stato sviluppato dall’azienda francese VitiBot, entrata a far parte del gruppo Kuhn nel 2022. Questa combinazione tra robotica, intelligenza artificiale e tradizione vitivinicola riapre la domanda su come evolverà la produzione di uva nel prossimo futuro.

Bakus è una macchina completamente elettrica e autonoma, progettata per un unico scopo: svolgere senza pausa e senza errori le operazioni più impegnative nel vigneto. Anche se a prima vista sembra un veicolo futuristico uscito da un film di fantascienza, la sua progettazione si basa su una logica agricola molto rigorosa. Il robot è costruito come una struttura elevata che passa sopra i filari, mentre sotto si trova una piattaforma modulare alla quale si possono applicare diversi attrezzi per la lavorazione interfilare, la gestione delle erbe infestanti, il taglio dell’erba, il sollevamento della vegetazione o i trattamenti fitosanitari. Questo spazio tra le ruote anteriori e posteriori sostituisce il ruolo dei tradizionali portattrezzi, con una differenza fondamentale: Bakus lavora in totale autonomia.

Il cuore del sistema è composto da telecamere ad alta risoluzione, sensori LiDAR e GPS RTK, che consentono al robot di muoversi esattamente al centro del filare senza l’intervento umano. Riconosce i pali, le foglie, i fili e persino gli ostacoli più piccoli che potrebbero danneggiare le viti giovani. Una volta configurata la mappatura del vigneto, Bakus decide autonomamente percorso, velocità e parametri di lavoro, mentre l’operatore si limita a controllarlo tramite un’app intervenendo solo se necessario.

Il fatto che Bakus sia completamente elettrico attira molta attenzione. Le batterie garantiscono tra dieci e dodici ore di lavoro, a seconda degli attrezzi montati, coprendo così quasi un’intera giornata. La silenziosità e l’assenza totale di emissioni sono particolarmente vantaggiose non solo per i produttori biologici, ma anche per le cantine situate in zone turistiche dove l’impatto della meccanizzazione deve essere ridotto al minimo.

Il costruttore sottolinea anche la componente analitica del sistema. Mentre avanza nel vigneto, il robot raccoglie dati sulla densità della vegetazione, sul vigore dei germogli e sulla presenza di infestanti. Queste informazioni vengono trasformate in mappe digitali estremamente precise che indicano le zone più vigorose, quelle più deboli e quelle che richiedono interventi agronomici. Il vantaggio principale di queste mappe è la possibilità di ridurre trattamenti e concimazioni al minimo indispensabile, limitandoli solo alle aree che ne hanno realmente bisogno.

Nella pratica, Bakus può lavorare tra quindici e venti ettari alla settimana, il che lo rende ideale per aziende vitivinicole di medie e grandi dimensioni. Sebbene il prezzo — che può arrivare a 250.000 euro a seconda degli accessori — possa sembrare elevato, molte cantine che affrontano la carenza di manodopera arrivano spesso a una conclusione diversa. L’aumento dell’efficienza e il risparmio di ore di lavoro sono alcuni dei motivi principali per cui la macchina è già presente in Francia, Svizzera, Germania e Italia.

Ovunque compaia, il robot diventa simbolo di una nuova era della viticoltura. Il lavoro senza conducente non è più un’immagine del futuro: è una realtà concreta. Le operazioni tradizionali come la lavorazione del terreno, il controllo delle infestanti o la gestione della chioma vengono ora svolte senza fretta, senza affaticamento e con un livello di precisione fino ad ora impensabile. Bakus dimostra come la tecnologia moderna possa sostenere un mestiere antico, non per sostituirlo, ma per renderlo più sostenibile e più accurato.

In un’epoca in cui la viticoltura deve affrontare carenza di manodopera, cambiamenti climatici e la necessità di una maggiore efficienza, macchine come questa non rappresentano più un lusso, ma un investimento che traccia la direzione del futuro. Con il suo lavoro silenzioso, i suoi sensori intelligenti e la capacità di operare mentre analizza il vigneto, Bakus dà l’impressione che ci troviamo all’inizio di una nuova era, nella quale robot come questo diventeranno una presenza abituale tra i filari.

Fonte & FOTO https://www.agritechnica.com/

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